Il voto europeo: i giovani per un futuro sostenibile

       Sul voto europeo sono possibili diversi piani di lettura; anzitutto, si possono valutare i dati su base nazionale o su quella dei 28 paesi dell’Unione. Se stiamo ai seggi assegnati nel nuovo Parlamento europeo, il giudizio prevalente dei commentatori è che la destra sovranista e populista avanza ma non tanto da poter partecipare alla nuova maggioranza che guiderà le scelte e le Istituzioni europee. In Italia lo spostamento dell’elettorato verso la destra antieuropea è stato particolarmente forte, ridimensionando le posizioni incerte come quelle del movimento 5 stelle e dando un poco di respiro e prime prospettive di futuro alle forze europeiste del centro sinistra.

      Se, tuttavia, come è stato già fatto per il voto tedesco e francese, andiamo ad analizzare le preferenze di voto su base generazionale, scopriamo che fra gli elettori più giovani, per la prima volta al voto europeo, riscuotono un successo notevole le forze, come i Verdi, che abbinano alla loro fiducia nella “ comune casa europea” una piattaforma politica nettamente improntata sl tema della sostenibilità dello sviluppo ed alla tutela primaria di clima ed ambiente. In sostanza, molti fra giovani che hanno seguito il messaggio di Greta Thunberg, ne hanno tratto coerenti comportamenti al momento del voto.

      Se si guarda, insomma, a chi ha votato con e per un’idea di futuro, senza farsi ricattare da paure e risentimento sociale, la strada della nuova Europa appare tracciata.

    Il grande disegno dei padri fondatori basato sugli ideali di pace e prosperità per i popoli europei, può essere portato avanti se si rinnova nel segno dello sviluppo sostenibile, della giustizia, dell’equità  e della solidarietà sociale, nella fiducia verso il multilateralismo e verso la cooperazione pacifica per il governo del mondo.

                                                                                                  Giacomo Porrazzini

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