I sovranisti europei nemici del clima e del futuro

È saltato l’accordo sul clima al Consiglio europeo. I leader europei riuniti a Bruxelles non hanno trovato l’intesa: l’obiettivo era un’Europa a zero emissioni nette entro il 2050, ma Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca ed Estonia si sono opposte. La data per la transizione a un’economia “climaticamente neutrale” è stata quindi cancellata, dopo ore di trattative, dal testo delle conclusioni del vertice.
Nel summit del Consiglio europeo, il primo dopo le elezioni di fine maggio, i cambiamenti climatici erano uno dei punti centrali, in vista del vertice sull’azione per il clima convocato dal Segretario generale delle Nazioni Unite per il 23 settembre. Secondo fonti Ue, nel testo adottato dal Consiglio, al posto dell’obiettivo delle zero emissioni entro il 2050, si chiede di “garantire una transizione verso una Unione europea climaticamente neutrale in linea con gli accordi di Parigi“. La data scompare e viene relegata in una nota al testo, in cui si afferma che per una parte dei Paesi
l’obiettivo va raggiunto entro il 2050.
La incombente crisi climatica che i leader Ue erano e sono chiamati a disinnescare con le proprie azioni, si fa ancora più minacciosa. Merkel e Macron ( dell’Italia, comparsa tenuta ai margini, meglio tacere) non sono riusciti a convincere la Polonia e gli altri Paesi del gruppo
di Visegrad. Con le persone in strada che chiedono azioni e con gli avvertimenti degli scienziati che affermano che la finestra di azione si sta chiudendo velocemente, i nostri governi avevano la possibilità di portare l’Europa avanti su un percorso rapido verso la completa decarbonizzazione. L’hanno perduta; deve riprendere una nuova e grande mobilitazione come quella degli studenti che seguono le iniziative ed il messaggio di Greta Thunberg .

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