Domande ai candidati alla Presidenza dell’Umbria

L’associazione Pensare il domani ha inviato ai candidati alla Presidenza della Regione dell’Umbria una lettera aperta contenente l’invito a rispondere ad otto quesiti sul tema cruciale delle politiche per lo sviluppo.

      Lettera aperta di “Pensare il domani” per i candidati alla Presidenza dell’Umbria

Nel dibattito politico apertosi per la elezione del nuovo Consiglio regionale umbro e del nuovo Presidente della Regione, il tema programmatico dello sviluppo regionale, come visione prospettica ed indicazione delle priorità e delle procedure partecipative da seguire, sta avendo, naturalmente, uno spazio di primario rilievo; ad esso, infatti, sono affidate le scelte necessarie  per consentire alla comunità regionale di superare le criticità in atto ed agganciare la nuova fase di grandi trasformazioni, di rischi ed opportunità, aperta a livello nazionale, europeo e globale.

L’Associazione culturale ternana “Pensare il domani”, impegnata per far crescere, nella comunità locale la cultura dello sviluppo sostenibile, secondo i caposaldi dell’Agenda 2030 dell’ONU, ritiene che il confronto  elettorale e la futura azione dell’Istituzione regionale sui temi del domani economico, sociale ed ambientale dell’Umbria debbano avere quale primario ed esplicito riferimento il modello paradigmatico dello sviluppo sostenibile ed in particolare gli obiettivi ( 17 SDGs) contenuti nella predetta Agenda delle Nazioni Unite, con le specificazioni intervenute a livello comuniario europeo e nazionale.

In tale quadro ed tal fine chiede a ciascuno dei Candidati alla Presidenza della Regione Umbria di pronunciarsi sugli otto punti e quesiti seguenti:

  1. Se ritiene che la programmazione regionale dello sviluppo, orientato all’obiettivo della sostenibilità, debba articolarsi per ambiti territoriali funzionali e non meramente amministrativi, in coerenza con le nuove classificazioni delle realtà territoriali adottate da ISTAT; classificazioni che configurano per l’Umbria i sistemi locali intermedi del “perugino”, della “valle umbra” e del  “ternano”; quest’ultimo un sistema sovracomunale, formato da 18 Comuni, per 180.000 abitanti, gravitanti per lavoro, istruzione, servizi superiori e nodi infrastrutturali, sulla città di Terni, a conferma del suo ruolo territoriale.
  2. Se ritiene che la Regione debba svolgere un ruolo d’impulso e di coordinamento in merito alle azioni locali da intraprendere per far avanzare gli obiettivi della sostenibilità, tenuto conto che il 75% delle azioni umane climalteranti ed inquinanti si svolge nelle realtà urbane e che, allo stesso livello territoriale vanno concepite e realizzate miusure di contrasto ai mutamenti climatici, di adattamento ed aumento della resilienza delle comunità locali; in particolare, misure di rigenerazione urbana coerenti con le indicazioni dell’Agenda Urbana per la sostenibilità.
  3. Se ritiene che la sostenibilità debba costituire la griglia di valutazione delle azioni pubbliche e miste attuate nei settori economico e socio-culturale, oltrechè in quello ambientale, impegnando gli Assessorati competenti ad uniformare i programmi settoriali a tale obiettivo strategico, assegnando precise responsabilità per il perseguimento degli obiettivi ( SDGs, ) indicati nell’Agenda 2030 e finalizzando, a tale scopo, le stesse funzioni della “cabina di regia” per la programmazione, istituita presso la Presidenza.
  4. Se ritiene che la situazione dell’Umbria, ovvero il suo indice di sostenibilità, rilevabile dagli studi condotti da ASviS e da ISTAT, sulle regioni italiane debba costituire il riferimento primario per definire le misure di correzione nei settori e sugli obiettivi che evidenziano le maggiori criticità o ritardi della nostra regione, con particolare riguardo agli obiettivi seguenti: 1 (eliminare la povertà ); 5 ( uguaglianza di genere); 6 (gestione sostenibile delle risorse idriche); 8 ( economia nuova ed inclusiva, occupazione e dignità del lavoro); 15 ( uso sostenibile del suolo e protezione dell’ecosistema terrestre ); 16 (società inclusive, giuste, efficienti, responsabili ). Su tali obiettivi, infatti l’Umbria registra un ritardo, più o meno ampio, rispetto  agli indici medi nazionali di sostenibilità.
  5. Se ritiene che l’economia circolare, la bioeconomia, l’economia civile e della conoscenza, le infrastrutture  digitali, le energie rinnovabili, la formazione universitaria e specialistica, la tutela e valorizzazione delle risorse naturali e dei beni culturali debbano costituire l’asse economico fondamentale per un grande progetto di sviluppo sostenibile della Regione dell’Umbria, capace di dar vita ad una nuova generazione d’imprese e ad opportunità significative di nuova e qualificata occupazione giovanile e femminile; raccordando, a tal fine, le scelte regionali alle grandi direttrici strategiche ed alla strumentazione ( green new deal) in corso di definizione presso le Istituzioni europee e nazionali. 
  6. Se ritiene che il sistema delle imprese umbre, a partire da quelle di maggiore dimensione, debba essere incoraggiato a predisporre e discutere i bilanci di sostenibilità da cui ricavare elementi analitici sugli impatti ambientali, economici e sociali delle loro attività , nei confronti dei territori e delle comunità in cui operano ed utili indicazioni sui percorsi intrapresi e da intraprendere, da parte del sistema produttivo umbro, verso la sostenibilità.
  7. Se ritiene che, considerata la condizione ambientale di Terni e della sua “ conca”  quale territorio di antica industrializzazione pesante, sia necessario un piano straordinario per l’abbattimento dell’inquinamento e delle emissioni climalteranti, nonché la concretizzazione dei processi di bonifica di antichi siti dismessi, già classificati quali SIN, d’interesse nazionale.
  8. Se ritiene di indicare le priorità del futuro governo regionale in merito agli investimenti infrastrutturali, materiali ed immateriali, d’interesse del sistema urbano del “ternano”, coerenti con gli obiettivi della sostenibilità, con particolare riferimento ai piani urbani di mobilità sostenibile, alle reti telematiche, alle energie rinnovabili, alla razionalizzazione logistica del trasporto merci ed alla riqualificazione ambientale dei sistemi di trasporto delle persone
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