A CASA

L’Associazione “ Pensare il domani” invita cittadine e cittadini di Terni a rispettare rigorosamente le disposizioni nazionali per la lotta alla pandemia da Coronavirus; rallentando e, si spera, bloccando la diffusione veloce del contagio, possiamo consentire al sistema sanitario di resistere a questo urto tremendo, a tutela della possibilità di cura per tutti i cittadini; si tutelano in tal modo dalla paralisi anche i settori fondamentali di attività che servono a tenere in sicurezza il paese. Rispetto allo sforzo eccezionale che medici ed infermieri stanno facendo, sulla trincea del virus aggressivo, noi, almeno facciamo lo sforzo di stare a casa. Il Presidente di Pensare il domani ha scritto in proposito:

……. dobbiamo stare a casa, “come bambini che l’hanno fatta grossa ……”  ha scritto una poetessa sulle nuove regole che c’impone non il governo, più o meno forte, ma il coronavirus, rivelatosi fortissimo e “cattivo” con la specie umana. Specie umana che al virus primordiale, con la sua micidiale corona di peduncoli  che attaccano e penetrano le nostre cellule, nascondendosi al nostro impotente sistema immunitario, ha aperto le porte. Forse, come dicono alcuni scienziati, il salto di specie del virus, è dovuto ad un eccesso di promiscuità e di mutamento degli equlibri ambientali che è il frutto della pressione demografica, di consumi, di alterazione dei confini fra ambienti di specie diverse, che stiamo esercitando sull’ecosistema. Il risultato di 150 anni di storia industriale e di sfruttamento delle risorse del pianeta; che ci ha dato benessere, consentito il boom demografico e che, ora, ci presenta il conto. Di sicuro dobbiamo saper ripensare al nostro modo di stare sul pianeta che ci ospita; siamo parti, fortissime ma anche fragilissime di una biosfera che ospita tante forme di vita, in competizione e collaborazione fra loro, entro un fragile equilibrio che noi, specie umana, abbiamo rotto come ci testimonia la crisi climatica, il riscaldamento progressivo della terra ( aria, oceani, suolo) ed, ora, l’aggressione del virus che ha fatto il salto di specie. Si tratta di un nemico invisibile quanto insidioso che non può essere fronteggiato solo con un esercito di soldati di professione, come scienziati, medici e infermieri. Accanto a questi indispensabili nostri difensori “ in camice bianco “, deve scendere in trincea l’esercito popolare costituito da tutti noi, che possiamo brandire una sola arma vincente: quella della responsabilità; verso noi stessi, verso familiari ed amici, verso la comunità cui apparteniamo, verso la specie umana. Se c’è un momento in cui possiamo dimostrare con i fatti che la ‘‘sovranità appartiene al popolo” è proprio questo. Sovrani, come dice la nostra Costituzione, se la esercitiamo nel rispetto di norme fondamentali: come il rispetto per il bene supremo della salute e della vita. La norma fondamentale di questi giorni è fermare il veicolo del virus. Quel veicolo siamo noi e nessun’altro, con i nostri spostamenti e contatti non indispensabili. Per questo, dopo “averla fatta grossa”, almeno, restiamo, un po’ puniti e riflessivi, a casa.

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